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12 Ottobre 2002

Social forum, il sindaco Domenici alle categorie Lungo incontro con artigiani, commercianti e artigiani sul meeting dei no global. "Non è il Comune ad organizzare"
"Un sostegno in caso di danni"

 
MAURIZIO BOLOGNI MASSIMO VANNI

Social forum, le categorie economiche restano divise. Lacerate tra opposizione e disponibilità. E se il sindaco Leonardo Domenici annuncia la « messa in sicurezza » di tutti i cantieri, di essere pronto « ad affiancarsi a chiunque subisca eventuali danni gravi » a patto di promuovere tutti assieme l'immagine di una città aperta, il prefetto Achille Serra richiama i commercianti che parlano di serrate: « Lo dico da cittadino, con le notizie che ho oggi, se fossi un commerciante non chiuderei ». É stato questo il senso degli « Stati generali » chiesti dalla Confcommercio: un incontro tra sindaco, prefetto e categorie economiche, una prova di dialogo « a porte chiuse » nell'auditorium della Camera di Commercio.
Di fronte al sindaco, al prefetto e al presidente della Camera Luca Mantellassi che presiedeva l'incontro, si è presentato l'intero arco delle posizioni: dal no pregiudiziale e impermeabile della Confartigianato alle mille riserve di una Confcommercio priva del suo presidente Paolo Soderi (è in Sudafrica) e impegnata nel referendum sulla serrata, dai distinguo della Cna alla piena disponibilità offerta invece della Confesercenti. Totale invece il silenzio degli Industriali, pur rappresentati dal presidente Ranieri Pontello.
« Chi pagherà i danni? », ha chiesto Aldo Cursano dando l'avvio ad un fuoco di fila organizzato dalla Confcommercio accorsa in massa (forse in trenta sui sessanta presenti). « Attenzione a non scambiare il Comune per il forum, non siamo noi gli organizzatori - ha risposto il sindaco - se ci saranno azioni penali anche il Comune vi affiancherà nel caso ci siano danni gravi ». Palazzo Vecchio pronto a costituirsi parte civile contro chi ha causato il danno? Non è escluso, a quanto pare. Ma anche così Confcommercio ha reso tempo: « Decideremo quando avremo i risultati del referendum ». I cento cantieri aperti in città però, ha incalzato il vice Confcommercio Marco Squillantini, non costituiscono un pericolo? « Tutti i cantieri di Firenze verranno messi in sicurezza », ha assicurato Domenici alla riunione che ha fatto arrabbiare il Gruppo cronisti toscani, contrarissimo « al sistema delle porte chiuse ».
E a chi ha avanzato timori per il grande corteo contro la guerra del 9 novembre ha risposto il prefetto: « I noglobal non hanno chiesto che passi dal centro e quindi non passerà ». Oltretutto, ha anche aggiunto il prefetto, « non si deve fare confusione tra i Black bloc e i Disubbidienti, che fanno parte del Social forum. Sono due cose diverse ». E alla fine anche il sindaco ha rinnovato l'invito a promuovere l'immagine di una città non chiusa: « Mi auguro che i negozi restino aperti perché questo è lo spirito di questa città ».
Lo stesso invito rivolto ai commercianti d'Oltrarno da Giuliano Giuliani, il padre di Carlo ucciso durante il G8 di Genova. Accompagnato dagli organizzatori del forum in una quindicina di negozi, Giuliani ha invitato tutti a tenere aperto: « Non dovete avere paura, a Genova chi ha tenuto chiuso nel luglio scorso si è pentito, perché ha rinunciato a buoni affari e non è successo nulla », ha spiegato il padre di Carlo accolto da sorrisi, solidarietà e due dita di vino rosso.

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