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SECONDO INCONTRO INTERCONTINENTALE PER L'UMANITÀ E CONTRO IL NEOLIBERISMO

San Sebastian de los Reyes 27.07.97

Dopo la serata di apertura del II Encuentro che si è svolta alla Plaza de Toros di San Sebastian, andata a vanti fino a notte inoltrata con musiche e balli, questa mattina, nella solita confusione che ha contraddistinto questi primi giorni dell'incontro, confusione con cui ormai ci siamo abituati a convivere e quindi anche ad organizzarci, oggi ci siamo spostati a Madrid per partecipare tutti alla manifestazione.
Dopo la demo la maggior parti delle/i partecipanti all'Encuentro si recheranno direttamente alle destinazioni dei tavoli di lavoro, " mesas" , mentre altri si fermeranno alla propria mesa di Madrid.
In questo confuso movimento di zaini (mochillas o malettas) di pulman, di appuntamenti e orari in cui districarci, siamo riusciti a realizzare una prima conferenza stampa/alternativa (con l'etichetta di stampa alternativa ci siamo accreditati noi compagne/i di Radio Onda Rossa ed anche moltri altri di Roma che si occupano di informazione e autoproduzione e come il nostro caso altre esperienze simili provenienti da tutto il mondo). Piu' che di una conferenza in effetti si è trattato di una presentazione da parte di alcuni rappresentanti dei loro movimenti di lotta provenienti da alcuni paesi extra-europei.
Questo incontreo iniziato la sera prima alle ore 19 era stato interrotto per recarsi tutti a partecipare all'iniziativa di apertura dell'Encuentro.
Il problema principale per tutti/e, e che rappresenta una parte importante delle loro lotte, è la terra: la terra intesa non come proprietà possesso di essa, ma come riappropriazione, con essa, del proprio modo di vita, della propria identità e della propria cultura .
E' il loro modo di resistere: il modello di vita comunitario che tenta di opporsi al modello di sviluppo neo-liberale.
Siamo andati avanti nell'approfondimento di alcuni interventi e rispondendo ad una domanda posta da un compagno del Forte Prenestino sul ruolo talvolta negativo, svolto da organismi di cooperazione internazionale, Rolando Flores rappresentante del coordinamento nazionale indigeno argentino, dichiarava che spesso la cooperazione internazionale è stata complice del modello di sviluppo neo-liberale, togliendo forza e identità alle comunità indigene.
Confermando questa tesi, il messicano Carlos Beas dello stato di Oxaca del gruppo di lavoro "Giustizia e diritti umani dei popoli Indigeni", teneva a sottolineare di come alcuni progetti realizzati in maniera differente con alcuni organismi di solidarietà, hanno invece sostenuto e aiutato lo sviluppo per la resistenza e identità delle comunità indigene. Forniva fra l'altro un appuntamento per Marzo 98 in Cile in cui le diverse comunità latino-americane si confronteranno fra loro e con gli organismi della solidarietà internazionale per rafforzare la loro resistenza e per costruire una rete di tutte le resistenze: una rete cche sappia unire inoltre tutti i settori sociali sfruttati del proprio paese.
Il rappresentante cileno della CEDELCOOP (Corporacion para la autogestion y el desarrollo cooperativo) approfondiva il problema dei senza terra del proprio paese facendo presente che il capitale internazionale detiene la proprietà di immensi territori e di risorse minerarie.
In maniera poetica e passionale interveniva Efren Capiz Villegas, avvocato, coorduinatore generale della Union de Comuneros "Emiliano Zapata" (Ucez).
Tutti gli interventi si evidenziava la necessità di canali di informazione alternativi, vista la cappa di silenzio esercitata dai media ufficiali su questi temi.
In particolare su questo tornava Carlos Beas denunciando il silenzio sulla repressione che continua in Messico nonostante i risultati delle ultime elezioni che hanno decretato lafine del monopolio Priista e la discreta affermazione del PRD: salgono i listini di borsa ma le condizioni di vita, e talvolta di morte, sono sempre le stesse. Aggiungeva inoltre che se le condizioni di vita in Chiapas sono gravissime in molti altri luoghi del Messico si vive una condizione simile.
Partecipava alla conferenza anche Hondaine Mohamed di Agadir Marocco del movimento culturale e di lotta per l'identità, Azamir in lingua berbera lingua negata al suo popolo.


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